La chirurgia personalizzata del ginocchio è uno degli sviluppi più concreti dell’ortopedia recente: il trattamento non è più standardizzato, ma costruito sull’anatomia del singolo paziente. Per anni l’intervento di protesi ha seguito criteri uniformi, con lo stesso principio di allineamento, strumentari tradizionali e un impianto adattato alla persona. Oggi il punto di partenza è diverso, perché la biomeccanica del ginocchio, la forma delle ossa, l’asse dell’arto, la tensione dei legamenti collaterali e le aspettative funzionali del paziente guidano l’intera pianificazione chirurgica.
I numeri aiutano a inquadrare il fenomeno. In Italia vengono impiantate ogni anno oltre 85.000 protesi di ginocchio, con una crescita stimata intorno al 3,6% annuo fino al 2030, sostenuta dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento dell’artrosi avanzata e da richieste funzionali sempre più elevate. Eppure la protesi tradizionale non garantisce sempre una percezione naturale dell’articolazione: circa un paziente su cinque riferisce insoddisfazione dopo un’artroplastica totale di ginocchio (Gunaratne et al., 2017; Bourne et al., 2010), per dolore residuo, rigidità, instabilità o sensazione di un ginocchio “non proprio”. La chirurgia su misura nasce esattamente per ridurre questa quota di insoddisfazione.
L’obiettivo non è soltanto sostituire la cartilagine articolare consumata, ma ricostruire il ginocchio rispettandone il più possibile l’anatomia originaria. Per questo la valutazione specialistica, associata a TAC, risonanza magnetica (RMN) e pianificazione preoperatoria 3D del ginocchio, è il primo passo per capire se una protesi personalizzata sia davvero la soluzione più indicata.
Contenuti
- 1 Cos’è la chirurgia personalizzata del ginocchio
- 2 Quando è indicata: artrosi avanzata, deformità e casi complessi
- 3 Le tecnologie della chirurgia su misura del ginocchio
- 4 Come si svolge l’intervento personalizzato, passo dopo passo
- 5 Chirurgia personalizzata e chirurgia tradizionale a confronto
- 6 Recupero e riabilitazione: il protocollo Fast-Track
- 7 Breve Riepilogo
- 8 FAQ (Domande Frequenti)
Contenuti
- 1 Cos’è la chirurgia personalizzata del ginocchio
- 2 Quando è indicata: artrosi avanzata, deformità e casi complessi
- 3 Le tecnologie della chirurgia su misura del ginocchio
- 4 Come si svolge l’intervento personalizzato, passo dopo passo
- 5 Chirurgia personalizzata e chirurgia tradizionale a confronto
- 6 Recupero e riabilitazione: il protocollo Fast-Track
- 7 Breve Riepilogo
- 8 FAQ (Domande Frequenti)
- 8.1 Fonti Bibliografiche
- 8.1.1 Condividi questo articolo
- 8.1.2 Osteofiti al Ginocchio: Sintomi, Cause e Cura
- 8.1.3 Artrite Reumatoide al Ginocchio: Sintomi, Cura e quando Operare
- 8.1.4 Gonalgia: Cos’è, Cause, Sintomi e Cura del Dolore al Ginocchio
- 8.1.5 Artroscopia Ginocchio: Intervento, Tempi di Recupero e Riabilitazione | Guida 2026
- 8.1.6 Differenza tra Artrite e Artrosi: Sintomi, Cause e Cura | La Guida Completa aggiornata al 2026
- 8.1.7 Infiltrazioni Ginocchio: Quando Servono e Come Funzionano
- 8.1 Fonti Bibliografiche
Cos’è la chirurgia personalizzata del ginocchio
La chirurgia personalizzata del ginocchio, detta anche chirurgia “su misura”, è un approccio in cui l’intervento viene progettato sull’anatomia individuale del paziente. Non si tratta semplicemente di scegliere una protesi di ginocchio personalizzata, ma di pianificare con precisione il dimensionamento delle componenti, i tagli ossei, l’allineamento dell’arto, il bilanciamento dei legamenti collaterali, il posizionamento delle componenti e il recupero della biomeccanica del ginocchio. Il concetto può essere paragonato a un abito di sartoria: nella chirurgia tradizionale il chirurgo dispone di strumenti e componenti standard da adattare durante l’intervento, mentre nella chirurgia personalizzata del ginocchio è il paziente a diventare il punto di partenza. La forma del femore, della tibia e della rotula, l’asse meccanico dell’arto e il comportamento dei tessuti molli vengono analizzati prima dell’operazione. La pianificazione digitale si basa su immagini diagnostiche avanzate come TAC o risonanza magnetica (RMN), che consentono di ottenere un modello 3D del ginocchio e una ricostruzione tridimensionale dell’articolazione su cui simulare l’intervento.
Dalla protesi standard al modello “su misura”
Nella protesi tradizionale l’obiettivo principale era spesso ottenere un allineamento meccanico neutro, cioè portare l’arto inferiore verso un asse teoricamente “dritto”. Questo principio ha garantito buoni risultati per molti anni, ma non sempre rispetta la variabilità anatomica individuale: alcune persone hanno un ginocchio naturalmente più varo o più valgo, e correggere tutti allo stesso modo può alterarne la cinematica naturale. La protesi di ginocchio su misura, o protesi di ginocchio custom made, utilizza invece dati specifici del singolo paziente. Nei sistemi PSI del ginocchio, per esempio, vengono realizzate guide di taglio dedicate, costruite sulla base della TAC o della RMN. Nella chirurgia robotica del ginocchio e nella navigazione computerizzata del ginocchio, il piano preoperatorio viene invece caricato in un sistema digitale che assiste il chirurgo durante ogni fase dell’intervento e migliora il controllo sul posizionamento delle componenti.
Perché un paziente su cinque non è soddisfatto della protesi tradizionale
L’insoddisfazione dopo una protesi può dipendere da diversi fattori: dolore residuo, rigidità, instabilità, malposizionamento delle componenti, dimensionamento non ottimale o ripristino imperfetto della cinematica. Anche quando la radiografia appare corretta, il paziente può percepire il ginocchio come innaturale. È un dato che pesa: parliamo di circa il 20% degli operati con protesi standard. La chirurgia personalizzata del ginocchio punta a ridurre questi limiti attraverso una maggiore precisione millimetrica e un migliore rispetto dell’anatomia del paziente, così da restituire un movimento più fisiologico. Per approfondire il concetto generale di impianto protesico e le sue caratteristiche, è utile consultare la pagina dedicata alla protesi al ginocchio, che illustra tipologie di impianto e criteri di scelta.
Quando è indicata: artrosi avanzata, deformità e casi complessi
La chirurgia personalizzata del ginocchio è indicata soprattutto nei pazienti con artrosi avanzata, deformità assiali e dolore cronico che limita la qualità di vita. La gonartrosi è la causa più frequente: la cartilagine articolare si consuma progressivamente, l’osso subcondrale viene sovraccaricato e il ginocchio perde mobilità, stabilità e funzione. Prima di arrivare all’intervento possono essere considerate terapie conservative come fisioterapia, infiltrazioni, controllo del peso, farmaci antinfiammatori e modifica delle attività. Tuttavia, quando il dolore diventa quotidiano, la deambulazione si riduce, il sonno viene disturbato e la qualità di vita peggiora, la valutazione chirurgica diventa fondamentale. È in questo passaggio che l’intervento per l’artrosi del ginocchio assume un ruolo centrale. La personalizzazione è particolarmente utile nei casi in cui l’anatomia sia complessa o non standard: ginocchia molto vare o valghe, esiti di fratture, precedenti interventi, deformità post-traumatiche o pazienti giovani e attivi con alte richieste funzionali.
Gonartrosi e deformità in varo o valgo
Nella gonartrosi il consumo della cartilagine articolare può interessare tutto il ginocchio oppure un solo compartimento. Quando l’usura è prevalentemente mediale, il ginocchio tende al varo; quando è laterale, può comparire una deformità in valgo. Queste alterazioni modificano l’allineamento dell’arto e aumentano il carico sulla zona già danneggiata, e con il tempo il quadro tende a peggiorare. La chirurgia personalizzata permette di valutare se sia necessaria un’artroplastica totale di ginocchio oppure una soluzione più conservativa. Nei pazienti con artrosi limitata a un solo compartimento, legamenti integri e buona mobilità, una protesi parziale al ginocchio può rappresentare l’opzione ideale, con minor trauma chirurgico e recupero più rapido. La protesi monocompartimentale, infatti, sostituisce solo la porzione realmente compromessa dell’articolazione, preservando il resto del ginocchio e riducendo l’impatto complessivo dell’intervento.
Pazienti giovani, post-traumatici e interventi di revisione
Sempre più pazienti arrivano alla chirurgia protesica in età relativamente giovane: circa il 50% ha meno di 65 anni e aspettative funzionali elevate. In questi casi non basta “mettere una protesi”, ma occorre ripristinare il miglior equilibrio possibile tra stabilità, mobilità e durata della protesi. Anche i pazienti post-traumatici, gli sportivi o chi è già stato operato per lesioni meniscali e legamentose possono presentare un’anatomia alterata, che rende la personalizzazione ancora più utile. Le revisioni di protesi, infine, richiedono una pianificazione particolarmente accurata, perché il chirurgo deve valutare perdita ossea, stabilità dei legamenti, qualità dei tessuti molli e compatibilità con l’impianto precedente. Proprio in questi scenari complessi la ricostruzione tridimensionale e la pianificazione digitale offrono il vantaggio maggiore e possono rendere più prevedibile un intervento altrimenti difficile.
Le tecnologie della chirurgia su misura del ginocchio
La chirurgia personalizzata del ginocchio si fonda su tecnologie che traducono l’anatomia del paziente in un piano chirurgico preciso. Il concetto centrale è la chirurgia computer assistita del ginocchio: il chirurgo non si affida solo all’esperienza manuale, ma combina dati digitali, imaging avanzato e sistemi intraoperatori capaci di controllare il posizionamento delle componenti con elevata precisione millimetrica. La tabella seguente riassume le principali tecnologie e il loro contributo alla personalizzazione dell’intervento.
| Tecnologia | Funzione principale | Vantaggio |
|---|---|---|
| Chirurgia robotica del ginocchio | Guida i tagli ossei e la fresatura | Maggiore precisione e controllo |
| Navigazione computerizzata del ginocchio | Misura assi e movimenti intraoperatori | Riduce gli errori di allineamento |
| Realtà aumentata nella protesi di ginocchio | Visualizza dati chirurgici nel campo operatorio | Supporto decisionale in tempo reale |
| Sistemi PSI del ginocchio | Guide di taglio su misura | Pianificazione da modello 3D |
| Stampa 3D | Produzione di guide e modelli anatomici | Personalizzazione preoperatoria |
| Intelligenza artificiale | Analisi predittiva e pianificazione | Supporto alla scelta chirurgica |
La chirurgia robotica del ginocchio utilizza sistemi come bracci robotici, frese computer-assistite e software di pianificazione. Il robot non opera da solo: è il chirurgo a controllare ogni fase dell’intervento, mentre il sistema assiste il gesto chirurgico limitando i tagli ossei a un piano predefinito e fornendo feedback in tempo reale. La navigazione computerizzata del ginocchio funziona invece attraverso sensori applicati a femore e tibia, che misurano l’allineamento dell’arto, la posizione delle componenti, il movimento dell’articolazione e la tensione dei legamenti collaterali. In questo modo il chirurgo può verificare intraoperatoriamente se il piano preoperatorio corrisponde alla realtà anatomica. L’obiettivo è raggiungere una precisione millimetrica, con margini di errore spesso descritti come inferiori a 0,5 mm nei sistemi più avanzati (Siddiqi et al., 2021). Per approfondire il tema, è disponibile una pagina dedicata alla chirurgia robotica al ginocchio, con il dettaglio del funzionamento e dei suoi vantaggi.
Realtà aumentata e allineamento cinematico
La realtà aumentata nella protesi di ginocchio è una tecnologia ancora recente. Attraverso visori o sistemi di visualizzazione dedicati, il chirurgo vede informazioni digitali sovrapposte al campo operatorio: assi, angoli, resezioni ossee, posizione delle componenti e comportamento dei legamenti collaterali. Un altro concetto importante è l’allineamento cinematico del ginocchio. La differenza tra allineamento meccanico vs cinematico riflette due logiche diverse: l’allineamento meccanico corregge tutti i pazienti verso un asse neutro standard, mentre l’allineamento cinematico mira a ripristinare l’anatomia pre-artrosica del ginocchio nativo (Dossett et al., 2014). In pratica, l’obiettivo non è rendere tutte le ginocchia uguali, ma restituire a ciascun paziente il proprio equilibrio naturale, compatibilmente con sicurezza, stabilità e durata dell’impianto. È un principio che valorizza la biomeccanica del ginocchio individuale anziché imporre un modello uniforme.
Sistemi PSI e pianificazione 3D da TAC e risonanza
I sistemi PSI, cioè la Patient Specific Instrumentation, partono da TAC o risonanza magnetica. Da questi esami viene generato un modello 3D dell’articolazione, sul quale il chirurgo pianifica tagli ossei, dimensionamento delle componenti e posizionamento dell’impianto. Le guide vengono poi prodotte su misura, spesso con tecniche di stampa 3D applicata alla medicina. La protesi di ginocchio con stampa 3D non significa necessariamente che l’intera protesi venga stampata per il paziente, ma che alcuni strumenti o modelli anatomici possono essere realizzati in modo personalizzato. L’intelligenza artificiale in ortopedia potrà in futuro contribuire alla pianificazione preoperatoria 3D del ginocchio in chiave predittiva (Alyea et al., 2024), analizzando anatomia, qualità ossea, equilibrio dei legamenti collaterali e rischio di complicanze. Così ogni decisione, dalla ricostruzione tridimensionale al taglio finale, poggia su dati misurabili.
Come si svolge l’intervento personalizzato, passo dopo passo
L’intervento di protesi al ginocchio personalizzato segue un percorso strutturato in fasi, ciascuna pensata per ridurre l’improvvisazione intraoperatoria e aumentare il controllo sul risultato finale. Ecco come si articola il percorso, dalla diagnosi alla verifica in sala operatoria.
- Imaging diagnostico. Il percorso inizia con radiografie sotto carico, TAC o risonanza magnetica. Questi esami permettono di valutare artrosi avanzata, deformità in varo o valgo, qualità ossea, stato della cartilagine articolare e asse dell’arto inferiore.
- Pianificazione preoperatoria 3D del ginocchio. Il chirurgo analizza il modello 3D, sceglie la taglia delle componenti e definisce l’allineamento. In questa fase vengono simulate resezioni ossee, rotazioni femorali, slope tibiale e bilanciamento dei tessuti molli.
- Produzione delle guide o impostazione del robot. Nei sistemi PSI vengono prodotte guide di taglio dedicate; nei sistemi robotici o di navigazione il piano viene caricato nel software e verificato durante l’intervento.
- Intervento con tecnica mininvasiva. Un intervento protesico mininvasivo mira a ridurre il trauma sui tessuti molli, preservare muscoli e legamenti e limitare sanguinamento e dolore postoperatorio. Per approfondire questo aspetto si può consultare la pagina sulla protesi mininvasiva.
- Tagli ossei guidati e posizionamento delle componenti. I tagli vengono eseguiti secondo la pianificazione, mentre il chirurgo controlla il dimensionamento, la rotazione, la stabilità e la congruenza dell’impianto protesico.
- Verifica intraoperatoria della stabilità. Prima della chiusura si controllano il movimento del ginocchio, il bilanciamento in flessione ed estensione, la tensione dei legamenti collaterali e la stabilità complessiva.
La chirurgia personalizzata non elimina la complessità dell’intervento protesico, ma permette di affrontarla con strumenti più precisi e dati più completi. Il margine di incertezza si riduce a ogni passaggio.
Chirurgia personalizzata e chirurgia tradizionale a confronto
La chirurgia tradizionale del ginocchio ha garantito per decenni risultati affidabili. La crescente richiesta funzionale dei pazienti ne ha però evidenziato alcuni limiti: non tutte le ginocchia sono uguali, non tutti tollerano lo stesso tipo di allineamento e non sempre una radiografia “dritta” corrisponde a un ginocchio percepito come naturale. La chirurgia personalizzata del ginocchio punta a migliorare la precisione del posizionamento, il bilanciamento legamentoso e il ripristino della biomeccanica. Questo può ridurre complicanze come instabilità, rigidità e usura precoce. La tabella seguente mette a confronto i due approcci.
| Aspetto | Chirurgia tradizionale | Chirurgia personalizzata |
|---|---|---|
| Pianificazione | Basata su modelli standard | Modello 3D da TAC/RMN del paziente |
| Allineamento | Meccanico, uguale per tutti | Cinematico, sul ginocchio nativo |
| Precisione di posizionamento | Strumenti standard | Robotica e navigazione (< 0,5 mm) |
| Trauma chirurgico | Maggiore | Ridotto, approccio mininvasivo |
| Bilanciamento legamentoso | Valutazione manuale | Misurazione più controllata |
| Recupero | Più lento | Più rapido con protocollo Fast-Track |
| Durata attesa dell’impianto | Standard | Potenzialmente superiore |
| Sensazione naturale | Variabile | Migliore ripristino della biomeccanica |
I vantaggi della protesi personalizzata del ginocchio non vanno però interpretati come una garanzia assoluta. La maggiore precisione della protesi di ginocchio dipende infatti dall’insieme del percorso: la tecnologia è uno strumento, non un sostituto dell’esperienza chirurgica. Il risultato finale nasce dall’indicazione corretta, dalla pianificazione accurata, dalla tecnica operatoria e dalla riabilitazione, elementi che insieme determinano anche la durata della protesi nel tempo.
Recupero e riabilitazione: il protocollo Fast-Track
Il recupero dopo la protesi di ginocchio è una fase decisiva del percorso. La precisione dell’intervento, il minor trauma chirurgico e la corretta gestione dei tessuti molli possono favorire una riabilitazione più rapida, ma il risultato finale richiede la collaborazione attiva del paziente. Il protocollo Fast-Track prevede un’organizzazione perioperatoria orientata a ridurre dolore, complicanze e tempi di degenza (Wainwright et al., 2020; Kehlet, 2013): in molti casi la deambulazione può iniziare già a poche ore dall’intervento, con l’assistenza del fisioterapista. La degenza varia indicativamente da 2 a 5 giorni, in base a età, condizioni generali, dolore, autonomia e sicurezza della persona. La protesi di ginocchio con approccio Fast-Track punta quindi a un recupero funzionale più veloce e a un ritorno anticipato alle attività quotidiane. Gli obiettivi principali della riabilitazione dopo la protesi di ginocchio sono i seguenti:
- recuperare l’estensione completa dell’articolazione;
- migliorare progressivamente la flessione;
- rinforzare il quadricipite e la muscolatura dell’anca;
- recuperare una deambulazione sicura;
- prevenire rigidità e gonfiore;
- tornare in autonomia alle attività quotidiane.
Nei pazienti attivi, il ritorno allo sport va programmato con prudenza: cammino, cyclette, nuoto e attività a basso impatto sono generalmente più adatti rispetto a discipline con salti, torsioni o contatti. La personalizzazione dell’intervento non termina in sala operatoria, ma prosegue nel follow-up specialistico e nel percorso riabilitativo. Per una visione più ampia del percorso di cura, dall’intervento al recupero, è utile la pagina dedicata alla traumatologia del ginocchio.
Breve Riepilogo
La chirurgia personalizzata del ginocchio ha cambiato il modo di impostare l’intervento protesico. L’obiettivo non è più soltanto sostituire un’articolazione consumata dall’artrosi avanzata, ma ricostruire un ginocchio coerente con l’anatomia del paziente, con la sua biomeccanica e con le sue esigenze funzionali. La diagnosi accurata e la pianificazione preoperatoria 3D del ginocchio, a partire da TAC e risonanza magnetica, permettono di individuare con anticipo la soluzione più adatta, mentre le opzioni conservative mantengono un ruolo solo nelle fasi iniziali della malattia. Robotica, navigazione computerizzata, realtà aumentata, sistemi PSI e protocollo Fast-Track sono strumenti che aumentano la precisione, riducono il trauma chirurgico e favoriscono un recupero funzionale più rapido. Ogni ginocchio, però, è unico: la scelta tra protesi totale e protesi monocompartimentale, così come la decisione sull’allineamento meccanico vs cinematico, richiede sempre una valutazione specialistica con imaging dedicato.
Il Dr. Gianmarco Regazzola, chirurgo ortopedico specialista in chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio, è un riferimento per la chirurgia protesica personalizzata e complessa. È l’unico nel territorio bresciano con doppia fellowship australiana AOA-accreditata, maturata presso il Sydney Orthopaedic Research Institute e il Surgical Orthopaedic Research Laboratory, ed è tra i primi ad avere adottato la chirurgia robotica del ginocchio. Attraverso una valutazione personalizzata del quadro clinico e del percorso terapeutico più appropriato, il Dr. Regazzola definisce insieme al paziente il piano ideale per il proprio ginocchio. Per individuare la soluzione più adatta è possibile prenotare una valutazione presso le strutture di riferimento: l’Istituto Sant’Anna di Brescia e l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda.
FAQ (Domande Frequenti)
1. Cos’è la chirurgia personalizzata del ginocchio?
La chirurgia personalizzata del ginocchio è un intervento protesico pianificato sull’anatomia specifica del paziente. Utilizza imaging avanzato, modello 3D, robotica, navigazione computerizzata o sistemi PSI per migliorare il posizionamento delle componenti e rispettare la biomeccanica individuale del ginocchio.
2. In cosa si differenzia una protesi personalizzata da una standard?
Una protesi di ginocchio personalizzata viene progettata in base a forma ossea, asse dell’arto, legamenti collaterali e deformità del paziente. Una protesi standard segue invece criteri più generali e viene adattata all’anatomia solo durante l’intervento, con minore controllo sulla cinematica finale.
3. Quando è indicato un intervento di protesi al ginocchio su misura?
La protesi al ginocchio su misura è indicata in caso di artrosi avanzata, gonartrosi dolorosa, deformità in varo o valgo, esiti post-traumatici, pazienti giovani e attivi o casi complessi. La decisione richiede sempre una visita specialistica e un imaging dedicato con TAC o risonanza magnetica.
4. Cos’è l’allineamento cinematico del ginocchio?
L’allineamento cinematico del ginocchio mira a ripristinare l’anatomia pre-artrosica del ginocchio nativo. A differenza dell’allineamento meccanico, non impone lo stesso asse a tutti i pazienti, ma ricostruisce l’equilibrio personalizzato e funzionale proprio di ciascuna articolazione.
5. La chirurgia robotica al ginocchio è più sicura?
La chirurgia robotica del ginocchio può aumentare la precisione dei tagli ossei e del posizionamento dell’impianto, con margini spesso inferiori a 0,5 mm. Non sostituisce il chirurgo, ma lo assiste con dati e controlli intraoperatori che rendono l’intervento più prevedibile.
6. Come funziona la realtà aumentata nell’intervento al ginocchio?
La realtà aumentata nella protesi di ginocchio consente di visualizzare informazioni digitali durante l’intervento, come assi, resezioni ossee e posizione delle componenti. È un supporto alla decisione chirurgica che sovrappone i dati del modello 3D al campo operatorio in tempo reale.
7. Cosa sono i sistemi PSI per la protesi su misura?
I sistemi PSI del ginocchio (Patient Specific Instrumentation) sono guide di taglio personalizzate prodotte a partire da TAC o RMN. Permettono di trasferire in sala operatoria la pianificazione preoperatoria 3D, spesso grazie alla stampa 3D delle guide anatomiche.
8. Quanto dura un intervento di chirurgia personalizzata del ginocchio?
La durata di un intervento di chirurgia personalizzata del ginocchio varia in base alla complessità del caso, alla tecnologia utilizzata e al tipo di impianto. In media, un intervento di protesi al ginocchio può durare circa 60-120 minuti, a cui si aggiungono le fasi di preparazione e verifica.
9. Quali sono i tempi di recupero dopo una protesi personalizzata?
Il recupero dopo la protesi di ginocchio inizia già nelle prime ore con la deambulazione assistita. La degenza è spesso di 2-5 giorni grazie al protocollo Fast-Track, mentre il recupero funzionale completo prosegue per settimane o mesi con fisioterapia mirata.
10. La protesi personalizzata dura più a lungo nel tempo?
Una protesi di ginocchio su misura può migliorare il posizionamento delle componenti, il bilanciamento legamentoso e la distribuzione dei carichi. Questo può favorire la durata della protesi nel tempo, anche se il risultato finale dipende da molti fattori individuali e dalla qualità della riabilitazione.
11. Chi è il candidato ideale alla chirurgia personalizzata del ginocchio?
Il candidato ideale alla chirurgia personalizzata del ginocchio è il paziente con artrosi avanzata, deformità in varo o valgo o anatomia complessa, oltre alle persone giovani e attive con elevate richieste funzionali. Rientrano tra i candidati anche i casi post-traumatici e gli interventi di revisione, in cui la pianificazione su misura offre il vantaggio maggiore.
12. A chi rivolgersi per una valutazione di chirurgia personalizzata del ginocchio a Brescia?
Per una valutazione di chirurgia personalizzata del ginocchio a Brescia ci si può rivolgere al Dr. Gianmarco Regazzola, chirurgo ortopedico specialista in chirurgia protesica dell’anca e del ginocchio. Riceve presso l’Istituto Sant’Anna di Brescia e l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, dove è possibile prenotare una valutazione personalizzata con imaging dedicato.
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